Protestati

Il sito Iprotestati.com mette a disposizione informazioni utili per i protestati.

Le difficoltà economiche a cui sono andate incontro milioni di famiglie in Italia, negli ultimi anni, a causa della crisi e della conseguente perdita del lavoro per molte di esse, hanno di gran lunga aumentato il numero dei cosiddetti protestati, oltre che dei cattivi pagatori.

Dobbiamo sapere che quando si contrae un prestito o un mutuo presso una banca o una società finanziaria, il comportamento del debitore è tracciato passo dopo passo e ne vengono segnalate le eventuali inadempienze. La storia creditizia di ciascun individuo, quindi, è registrata alla Centrale Rischi, Crif, alla quale possono accedere gli istituti aderenti e solo nel caso in cui un cliente richieda un finanziamento, al fine di accertarne il profilo di rischio.

Presso il Crif, quindi, si trova in una lista nella quale compaiono i nomi dei soggetti che abbiano avuto precedenti problemi con il rimborso di un mutuo, di un finanziamento, i quali avranno vita più difficile degli altri clienti per ottenere un nuovo prestito.

Quando parliamo di protestati, ci riferiamo essenzialmente a tre categorie di persone, o vecchi clienti che hanno saltato il pagamento di almeno due rate mensili consecutive per il rimborso di un finanziamento oppure persone che non hanno adempiuto all’onere di pagare alla scadenza una cambiale o ancora a quanti abbiano emesso un assegno a vuoto, scoperto anche solo parzialmente, nel senso che abbiano iscritto sul titolo un importo superiore a quello effettivamente disponibile sul proprio conto corrente.

In tutti questi casi, il soggetto viene segnalato al Crif come protestato, ossia come persona sottoposta a un atto di protesto. Per protesto si intende un provvedimento con il quale un pubblico ufficiale, anche il segretario comunale in alcuni casi particolare per il pagamento di una cambiale, intima al debitore inadempiente di onorare la scadenza entro un determinato lasso di tempo, dieci giorni nel caso della cambiale, chiarendogli le conseguenze a cui andrà incontro nel caso contrario. Trascorso infruttuosamente tale periodo, il debitore risulterà ufficialmente protestato.

La segnalazione non risulta inviata solamente al Crif, bensì pure all’Ufficio provinciale della Camera di Commercio territorialmente competente e in certi casi anche alla Banca d’Italia, come per i casi dell’emissione di un assegno a vuoto.

Vediamo cosa succederà a un protestato. Essenzialmente, egli sarà escluso grosso modo dal mercato del credito, perché è difficile che una banca o una finanziaria, specie in un periodo come questo, decida di erogargli un prestito, essendo considerato il suo profilo altamente a rischio.

Tuttavia, negli ultimi anni si sono compiuti passi in avanti non di poco conto, tanto che sono disponibili prodotti finanziari accessibili proprio ai protestati e ai cattivi pagatori per le solide garanzie che questi posseggono. Risulta essere il caso della cessione del quinto, del prestito delega e dei prestiti cambializzati.

Nei primi due casi, l’accesso ai protestati è possibile in virtù del fatto che la banca o la finanziaria ha dalla sua la garanzia della busta paga e del TFR nel caso di cessazione del rapporto di lavoro. Il datore di lavoro mensilmente preleverà la rata e la accrediterà sul conto del creditore. I rischi di inadempienza, in questi casi, sono molto bassi, quasi nulli, per cui anche i protestati potranno sperare di ottenere il prestito.

Anche i prestiti cambializzati sono generalmente accessibili, ma qui la sicurezza è inferiore, perché viene di solito richiesta anche la garanzia della busta paga, oltre quella tipica di questi finanziamenti, la sottoscrizione delle cambiali, titoli di credito, che assegnano al possessore il diritto di escutere i beni del debitore nel caso di sua inadempienza. Se non si possiede un reddito dimostrabile, l’unico modo per accedere al prestito cambializzato resta quello di esibire almeno una garanzia alternativa, sia essa reale o personale. In sostanza, o si fa iscrivere un’ipoteca su un bene immobile di proprietà oppure ci si presenta al cospetto dell’istituto con una fideiussione, ossia la firma di un terzo soggetto, che s’impegna a garantire con il suo reddito e il suo patrimonio che sia onorata ciascuna scadenza del debito. Risulta essere chiaro che anche il fideiussore dovrà a sua volta possedere gli stessi requisiti reddituali o patrimoniali sollecitati al debitore principale.

La segnalazione del protesto non è a tempo indeterminato. Automaticamente viene cancellata dopo 5 anni dalla levata, anche se il debito non è stato nel frattempo onorato. Ciò non esime chiaramente il debitore dal rimborsare il creditore del dovuto, semplicemente decade la segnalazione.

Se il debito viene saldato entro un anno dalla data della levata del protesto, il debitore potrà chiedere all’Ufficio provinciale della Camera di Commercio e alla Centrale Rischi la cancellazione della segnalazione, esibendo le prove dell’avvenuto pagamento.

Diverso è il caso, infine, del pagamento avvenuto dopo almeno un anno dalla levata del protesto. In quel caso, non si potrà chiedere la cancellazione diretta, ma si dovrà fare richiesta al giudice di riabilitazione, che se concessa, fornirà essa sì titolo per chiedere di essere eliminati dalla lista.