Cancellazione Protesto

In questa guida spieghiamo come funziona la cancellazione di un protesto.

Il protesto è un atto con il quale un pubblico ufficiale intima a un debitore inadempiente di onorare un pagamento entro una scadenza, oltre la quale scatterebbero tutte le conseguenze previste dalle leggi e di cui il debitore stesso viene informato.

Sostanzialmente, facciamo riferimento alle ipotesi di mancato pagamento di almeno un paio di rate mensili consecutive, all’emissione di un assegno a vuoto, ovvero non coperto in toto dal conto corrente bancario collegato, dal mancato adempimento all’onere risultante da una cambiale, all’atto di presentazione del creditore nei termini previsti.

Quando un individuo viene protestato, ciò fa partire un’immediata segnalazione all’Ufficio Registro Protesti della Camera di Commercio territorialmente competente, nonché al Crif, la Centrale Rischi, la banca dati a cui accedono le banche e le società finanziarie aderenti per conoscere la storia creditizia di un cliente richiedente un finanziamento.

L’obiettivo dell’iscrizione dei debitori inadempienti a un apposito registro consiste nel pubblicizzare agli interessati tale condizione, pur nel pieno rispetto delle norme sulla tutela dei dati personali, in modo che un istituto di credito o un’impresa abbiano la possibilità di conoscere la situazione dell’individuo con cui potrebbero entrare in affari.

La condizione di protestato è molto negativa per l’interessato, perché gli preclude quasi totalmente di accedere al credito, dato che quasi in nessun caso gli sarebbe concesso un finanziamento. Esistono solo poche tipologie di prestiti a protestati, come la cessione del quinto, il prestito delega o con delegazione di pagamento e i prestiti cambializzati. Ma se nei primi 2 casi è obbligatoria la condizione di lavoratore dipendente, anche nel terzo caso è quasi sempre richiesta almeno l’esibizione della garanzia della busta paga, per cui se non si possiede un regolare contratto di lavoro dipendente è quasi del tutto impossibile per un protestato avere un prestito. Per questo, è essenziale che si provveda il prima possibile ad eliminare la segnalazione dai registri, in modo da tornare nel pieno delle possibilità di ricevere credito.

Le norme in materia distinguono vari casi. Se, ad esempio, il protestato provvede al pagamento del debito per il quale aveva subito l’atto entro un anno dalla data della levata, egli potrà chiedere all’Ufficio Provinciale della Camera di Commercio la cancellazione del protesto, esibendo l’originale degli effetti protestati e sul quale deve essere apposto il timbro con la dicitura “PAGATO” della banca, oltre a una dichiarazione liberatoria del creditore su carta semplice, se questi è un privato, su carta intestata se si tratta di una società. Dalla dichiarazione dovranno emergere i dati identificativi del debito protestato, vale a dire l’importo, la data della levata, quella della scadenza, il giorno del pagamento, il numero di repertorio.

Bisognerà altresì pagare una marca da bollo di 16 euro e portare con sé una copia del documento d’identità proprio o dell’eventuale sostituto, qualora si presenti una persona diversa da quella del debitore, in rappresentazione di quest’ultimo. Per ogni effetto protestato di cui si chiede la cancellazione del pro testo si dovranno versare 8 euro.

Diverso è il caso, in cui il debitore abbia provveduto a onorare il debito dopo più di un anno dalla data del protesto. In queste situazioni, egli non può chiedere direttamente la cancellazione del protesto, ma dovrà prima chiedere e ottenere la riabilitazione del giudice.

A quel punto, il provvedimento in copia conforme all’originale ed emanato dal Presidente del Tribunale competente territorialmente dovrà essere presentato insieme alla marca da bollo di 16 euro, a una copia del proprio documento di riconoscimento e alla firma dell’abilitato o di un eventuale presentatore in sua vece.

Come nel caso precedente, sono dovuti diritti pari a 8 euro per ogni effetto di cui si chiede la cancellazione del protesto.

Una volta che sia accertata la regolarità della richiesta, il responsabile dell’Ufficio Protesti della Camera di Commercio competente territorialmente dispone entro 20 giorni dalla data di presentazione della domanda la cancellazione del nominativo segnalato da Registro Informatico dei Protesti, cosa che sarà effettuata entro i successivi 5 giorni.

I dati dovranno essere cancellati anche da qualsiasi altra banca dati parallela, sia essa anche privata, consultabile da terzi.

Esiste anche la possibilità di chiedere la cancellazione del protesto per illegittimità dell’atto per la sua erroneità. In questo caso, il protestato dovrà esibire l’originale o una copia conforme dell’atto di protesto o della dichiarazione di rifiuto al pagamento, oltre alla descrizione dei motivi per i quali si ritiene che il protesto sia illegittimo o erroneo. Infine, una copia autentica di un provvedimento dell’autorità giudiziaria, qualora questa abbia accertato l’illegittimità o l’erroneità del protesto nel merito dello stesso.

Si può anche richiedere l’annotazione dell’avvenuto pagamento degli effetti cambiari, quando questo sia stato effettuato dopo un anno dalla data delle levata del protesto. In questo caso, magari in attesa di ottenere la riabilitazione del giudice, bisogna portare con sé l’originale dell’atto di protesto, della cambiale o tratta accettata e della quietanza di pagamento della cambiale, degli interessi e delle relative spese.