Prestiti a Protestati – Informazioni Utili

In questa guida spieghiamo cosa sono i prestiti a protestati e come ottenerli.

Quando si viene segnalati al Crif, Centrale Rischi, in qualità di protestato, è molto difficile ottenere un finanziamento dalle banche o dalle società finanziarie, perché si viene considerati dagli istituti soggetti a rischio, data la storia creditizia negativa. Il protestato è, infatti, colui che di recente non ha onorato per intero il debito contratto, che ha emesso un assegno a vuoto, cioè non del tutto coperto dalle giacenze sul conto corrente collegato, che non ha pagato il titolare di una cambiale.

In sostanza, si tratta per un creditore di un potenziale cliente inaffidabile, ragione per cui molto spesso gli vengono chiuse le porte in faccia. Negli ultimi anni, però, la crisi economica ha spinto numerose famiglie a non potere onorare le scadenze di un mutuo, di un finanziamento, per cui il numero dei protesti e dei cattivi pagatori si è dilatato. Ciò, se da un lato ha esacerbato i rapporti tra banca e cliente, a causa del boom delle sofferenze sui crediti erogati, dall’altro ha spinto la prima ad adottare un atteggiamento più possibilista.

In realtà, già prima della crisi erano stati introdotti anche in Italia prodotti finanziari accessibili anche alle suddette categorie a rischio, mentre qualche altro, che sembrava storicamente archiviato, è tornato di moda, a dimostrazione degli effetti deleteri della crisi.

I prodotti finanziari accessibili anche ai protestati sono quelli che per loro natura offrono al creditore garanzie solide, tali da non fare destare grosse preoccupazioni sullo stato di protestato del cliente. Risulta essere il caso della cessione del quinto. Trattasi di un prestito, che prevede il rimborso in rate mensili dall’importo non superiore al 20% dello stipendio o della pensione, al netto delle imposte, dei contributivi previdenziali e di eventuali altre rate su finanziamenti già accesi.

La cessione del quinto, inizialmente limitata per legge ai soli dipendenti pubblici, dal 2006 è stata estesa a tutti i lavoratori dipendenti e coinvolge la figura del datore di lavoro, che è obbligato a trattenere dalla busta paga del dipendente la rata mensile, che dovrà versare all’istituto. Nel caso di un pensionato, sarà l’ente di previdenza a trattenere la rata mensile, purché l’assegno residuo sia almeno pari al trattamento minimo garantito per legge.

Il creditore ha a disposizione anche un’altra garanzia, in quanto anche nel caso di cessazione del rapporto di lavoro (licenziamento, dimissioni, pensionamento), il credito si estenderà al TFR maturato dal lavoratore. La durata dell’ammortamento è prevista in un massimo di 60 o 120 mesi e il rinnovo del prestito è possibile dopo che sia stato già pagato il 40% delle rate previste.

Oltre alla cessione del quinto, anche il prestito delega o anche detto prestito con delegazione di pagamento risulta accessibile ai protestati. Tuttavia, questo tipo di finanziamento è molto meno diffuso del precedente, in quanto richiede l’assenso del datore di lavoro, ragion per cui risultano quasi solo i dipendenti pubblici i soggetti che usufruiscono di tale prodotto. Esso presenta le stesse caratteristiche della cessione del quinto, del quale è un finanziamento supplementare. Nei fatti, con il prestito delega, il cliente potrà rimborsare il debito con rate mensili dell’importo massimo del 40% della busta paga (20% + 20%). In altri termini, il prestito delega è un doppione della cessione del quinto.

Infine, parliamo dei prestiti cambializzati. Si tratta di finanziamenti garantiti dalle cambiali, ovvero titoli di credito esecutivi, che assegnano al possessore il diritto di escutere i beni del debitore nel caso di sua inadempienza. Le cambiali vengono firmate dal debitore o trattario e consegnate al creditore, il quale le restituirà al cliente, man mano che le rate vengono pagate, quasi come se questi documenti fungessero da ricevute di pagamento. Il debito si considera estinto, infatti, quando tutte le cambiali tornano in possesso del debitore.

I prestiti cambializzati non sono concessi automaticamente ai protestati, ma viene richiesta di solito la garanzia anche della busta paga o di un altro reddito dimostrabile. In assenza di quest’ultimo, l’unico modo che il protestato avrebbe per accedere al finanziamento sarebbe quello di esibire almeno una garanzia alternativa, sia essa reale o personale.

Nel primo caso, egli dovrà fare iscrivere ipoteca su un immobile di proprietà, il quale sarebbe posto all’asta dal giudice, su richiesta del creditore, nel caso di inadempienza del debitore. Nel secondo caso, invece, il cliente dovrà portare con sé un terzo soggetto, il cosiddetto fideiussore, che con la sua firma garantirà l’integrale rimborso del debito contratto e il rispetto di tutte le scadenze, sempre che egli a sua volta possegga gli stessi requisiti di reddito e patrimoniali sollecitati al debitore principale.

Si tenga presente, però, che un protestato senza una garanzia di reddito, sempre che sia accettata la garanzia reale o personale per l’erogazione di un prestito cambializzato, potrà ottenere in media liquidità di importo limitato, anche se restano possibili soluzioni finanche di 50.000 euro o più.

L’unico modo per ovviare a una tale limitazione sarebbe di saldare i debiti precedenti non onorati e di chiedere la cancellazione diretta della segnalazione al Crif o, se non è possibile, la riabilitazione al giudice.