Termini per il Protesto di Assegni e Cambiali

Il protesto è un atto che porta alla pubblica conoscenza che un titolo di credito, come l’assegno e la cambiale, non è stato pagato alla scadenza. Vediamo adesso i termini da rispettare perché si possa procedere alla levata del protesto.

Poniamo che il beneficiario di un assegno porti il titolo in banca per riscuotere la somma ivi indicata e l’istituto scopra che esso non sia anche solo parzialmente coperto. Ciò da titolo per protestare l’assegno. I termini entro cui ciò va fatto sono di 8 giorni dalla data di emissione dell’assegno su piazza e di 15 giorni per l’assegno emesso“fuori piazza. Nel primo caso, parliamo di un assegno emesso in un Comune della Repubblica Italiana, uguale a quello in cui dovrà essere riscosso. Nel secondo caso, invece, l’assegno risulta essere stato emesso in un Comune d’Italia differente da quello in cui avverrà la riscossione.

Dunque, i tempi per procedere al protesto sono gli stessi della scadenza dell’assegno. Attenzione: dopo gli 8 o i 15 giorni, l’assegno può essere pagato ugualmente, salvo che colui che lo ha emesso non revochi l’ordine di pagamento alla banca o che quest’ultima non decida di adire l’emittente, prima di versare al beneficiario la somma indicata sul titolo.

Per procedere al protesto è necessario che un pubblico ufficiale, in genere, un notaio, faccia recapitare al debitore inadempiente un atto di precetto, nel quale intimi il pagamento entro i successivi 10 giorni, indicandogli le conseguenze a cui altrimenti andrà incontro. Decorso infruttuosamente il termine, il creditore avrà titolo per procedere al pignoramento e all’esecuzione forzata dei beni del debitore.

Diversi sono i termini per la presentazione della levata del protesto di una cambiale. Le norme prevedono, infatti, che l’azione sia espletata entro uno dei due giorni feriali successivi alla scadenza. Una cambiale può prevedere una data certa per il pagamento (a giorno fisso), oppure che la somma ivi indicata sia pagata entro una certa data dal momento dell’accettazione (a certo tempo vista) o ancora che sia pagata entro un certo periodo dalla data di emissione (a certo tempo data). In ognuno di questi casi, bisogna tenere in considerazione, quindi, il termine ultimo di pagamento, che è quello che scatta per procedere alla levata del protesto. Discorso a parte si ha evidentemente per le cosiddette cambiali a vista, quelle che non indicando alcuna data di pagamento, sono pagabili alla presentazione del beneficiario. In questo caso, il protesto deve essere levato entro un anno dalla data di emissione.