Conto Corrente per Protestati

In questa guida spieghiamo come aprire un conto corrente per protestati.

Un protestato è un soggetto che è stato sottoposto a un atto di protesto, ossia a un provvedimento che segnala alla Camera di Commercio territorialmente competente e al Crif, la banca dati a cui hanno accesso le banche e le società aderenti, che non si è provveduto al pagamento di una cambiale alla scadenza o si è emesso un assegno a vuoto (in questo caso avviene anche la segnalazione alla Centrale Allarme Interbancaria della Banca d’Italia) o si sono saltate almeno due rate mensili consecutive.

In tutti questi casi, colui che ha subito un protesto trova molto difficile l’accesso ai prestiti, perché gli istituti di credito tendono a scartare dalla clientela i soggetti considerati maggiormente a rischio. Il protestato è un cliente rischioso, non avendo in precedenza onorato un suo debito.

Quello che molti non sanno è che anche l’apertura di un conto corrente può diventare complicata per un protestato. Ciò diventa particolarmente negativo, alla luce delle norme sui pagamenti tracciabili, che impongono un tetto massimo di 1000 euro per l’uso del contante, per cui anche solo l’accredito dello stipendio mensile, se superiore ai 1.000 euro, comporta per il lavoratore la necessità di possedere un conto corrente, essendo altrimenti quasi impossibilitato alla riscossione.

D’altronde, non bisogna nemmeno pensare che il rifiuto delle banche a consentire l’apertura di un conto corrente a un protestato sia un’ingiustizia, perché il compito di un qualsiasi istituto è, anzitutto, di proteggere il risparmio affidatogli dai clienti, mettendolo al sicuro anche dai comportamenti scorretti di chi non paga i suoi debiti, come nel caso di un protestato, appunto.

Per questo, è consigliabile rivolgersi a diverse filiali e farsi un giro su internet per verificare l’offerta disponibile e le possibili soluzioni apposite per i protestati.

Oggi, molte banche permettono anche ai clienti protestati di aprire un conto corrente, ma nella maggioranza parte dei casi non consentono loro di ottenere il rilascio di una carta bancomat o di una carta di credito collegata, trattandosi di strumenti di pagamento con un certo profilo di rischio.

Dunque, l’operatività di questi conti è caratterizzata dalla possibilità di effettuare prelievi e versamenti. Quasi mai, però, questi ultimi possono essere realizzati con assegni, bonifici o altri strumenti, bensì solamente in contanti o dallo sportello bancario, in modo da minimizzare il rischio. Spesso viene fissato anche un tetto massimo per i versamenti e i prelievi.

Se, invece, il cliente protestato volesse avvalersi dei benefici legati a un normale conto corrente, esistono oggi numerose carte conto, che altro non sono che carte ricaricabili, dotate di codice Iban e che con la digitazione dell’apposito PIN consentono al titolare di prelevare in contanti o di effettuare pagamenti presso gli esercizi aderenti al circuito della carta o di controllare il saldo su internet. Ciò è possibile, in considerazione del fatto che la somma sulla carta è già stata accreditata, per cui non esiste qui il rischio che sia effettuato un pagamento non coperto da una giacenza sufficiente.

Non è raro che queste soluzioni possano comportare costi di gestione superiori a un normale conto corrente.

La normativa attualmente non prevede limitazioni all’apertura di un conto corrente da parte di un protestato, ma lascia ampia discrezionalità alle banche. Queste decideranno caso per caso se il cliente protestato sia meritorio o meno. Le soluzioni, per quanto sopra detto, sono di due tipi: o la banca consentirà al cliente di aprire un conto corrente con operatività limitata, privandolo di tutti gli strumenti che comportino forme di pagamento a credito (assegni, carte di credito), oppure gli rilascerà più semplicemente una carta ricaricabile e dotata di codice Iban per l’esecuzione delle operazioni più ordinarie e che, in ogni caso, non si traducano in un credito per il titolare.

Nel primo caso, al cliente vengono richieste, oltre ai documenti di riconoscimento, anche garanzie minime, al pari degli altri clienti. Bisognerebbe esibire, ad esempio, una busta paga, se si è un lavoratore dipendente, il modello Unico, se si è un libero professionista, un lavoratore autonomo o un imprenditore o il cedolino pensione, se si è un pensionato.

Per il rilascio delle carte ricaricabili, invece, sono richiesti i soli documenti di riconoscimento.

Si consiglia eventualmente di parlare con il direttore della filiale, in modo da spiegargli la propria situazione e concordare, se possibile, una soluzione personalizzata tra quelle disponibili.

Vediamo csa succede, invece, al conto corrente acceso dal protestato prima della levata del protesto. Se un soggetto è insolvente nei confronti di uno o più creditori, il giudice può ordinare il pignoramento dei conti bancari e postali intestati al protestato. Pertanto, le somme ivi depositate serviranno a pagare i creditori fino al soddisfacimento del credito da questi vantato. Attenzione: l’escamotage di chiudere un conto per aprirne un altro non servirà a nulla, perché con le regole sulla tracciabilità finanziaria, esso verrà lo stesso rintracciato e le relative somme congelate a beneficio dei creditori.