Visura Protesti – In Cosa Consiste e Come Effettuarla

Il protesto è un atto con cui un individuo o un’impresa vengono segnalati per essere risultati inadempienti nel caso di mancato pagamento di almeno due rate mensili consecutive di un debito accesso, nel caso di emissione a vuoto di un assegno, ovvero, non coperto del tutto dai fondi di provvista del conto corrente su cui sarebbe stato effettuato il prelievo delle somme, o quando non si onora la scadenza di una cambiale.

In tutti questi casi, il creditore, nei limiti temporali previsti per la tipologia del titolo di credito in questione, ha diritto di rivolgersi a un pubblico ufficiale, quale potrebbe essere un notaio, il quale effettua la cosiddetta levata del protesto, un atto con cui rende note al debitore le conseguenze della sua inadempienza, nel caso in cui non provvedesse nei 10 giorni successivi ad onorare la scadenza pattuita. Se il termine ulteriore fosse disatteso, il nominativo del debitore inadempiente sarà segnalato al Crif, Centrale Rischi Finanziaria, e all’ufficio territorialmente competente della Camera di Commercio.

Nel primo caso, la segnalazione risulterà abbastanza negativa per le probabilità di accesso al credito, perché le banche e le società finanziarie, controllando la banca dati del Crif all’atto di richiesta di un prestito o di un mutuo, verificando che si abbia in corso un protesto, quasi mai erogheranno un prestito al soggetto protestato, considerandolo un cliente potenzialmente a rischio. Negli ultimi anni si è registrata una maggiore flessibilità nell’offerta di prodotti accessibili, come la cessione del quinto o i prestiti cambializzati, ma parliamo pur sempre di finanziamenti che implicano solide garanzie.

Con la segnalazione alla Camera di Commercio, tutte le imprese che facciano una ricerca, verificherebbero la condizione di protestato del soggetto e molto probabilmente eviteranno di farci affari, ad esempio, non accettando pagamenti con assegni o cambiali, ma pretendendo solo denaro contante.

Dunque, finché resta la segnalazione nei pubblici registri, si ha un problema di agibilità nel mondo degli affari e del credito.

Vediamo come si fa a verificare se una persona fisica o giuridica sia oggetto di un protesto. A tale riguardo si effettua la visura dei protesti. Si tratta di un’operazione con la quale si accede alla banca dati della Camera di Commercio, attraverso principalmente il servizio ri.cerca del registro imprese Telemaco, un’applicazione accessibile inserendo le credenziali ricevute con la registrazione. Esistono diverse funzionalità di ricerca: si possono trovare le imprese e le persone presenti nel Registro delle Imprese; i protesti per mancato pagamento nel Registro delle Imprese; i marchi e i brevetti depositati; le persone e le imprese presenti anche nei Registri Europei delle Imprese.

Una volta ottenuti i risultati, che saranno visualizzati in una lista, il sistema permette di estrapolare il documento desiderato tra quelli disponibili, a seconda del tipo di archivio interrogato, della forma giuridica dell’impresa e del ruolo della persona.

La visura dei protesti è un documento rilasciato proprio dalla banca dati della Camera di Commercio, che riporta le informazioni relative ai mancati pagamenti dei titoli di credito, assegni e cambiali. In ogni visura vengono indicati il tipo di effetto, l’importo, la data di apertura, quella di scadenza, il luogo di apertura, la Camera di Commercio a cui risulta iscritta la persona o l’azienda, il numero di repertorio e il motivo del mancato pagamento.

Esistono anche servizi privati, molto diffusi su Internet, erogati da società che ti permettono di ottenere la visura dei protesti, facendolo al posto tuo. Ovviamente, si tratta di servizi a pagamento, ma dal costo contenuto, anche solo di pochi euro, in genere, anche piuttosto rapido.

Molte di queste società che effettuano le visure dei protesti sono le stesse che si occupano della loro cancellazione. Questa è possibile, se il pagamento dell’effetto protestato è avvenuto entro un anno dalla scadenza. In quel caso, ci si reca presso l’ufficio della Camera di Commercio dove è avvenuta la pubblicazione del protesto, muniti di documento di riconoscimento o di delega, se la cancellazione è richiesta da un soggetto delegato. Bisogna anche dimostrare di avere effettuato il pagamento, portando con sé l’atto di protesto e l’effetto protestato, nonché la quietanza di pagamento ed eventualmente una dichiarazione firmata del creditore, in cui attesti di essere stato interamente soddisfatto della somma dovuta. Il presidente della Camera di Commercio provvederà alla cancellazione entro i 20 giorni successivi alla data della richiesta, se tutta la documentazione presentata risulta corretta e se ve ne siano i presupposti legali.

La visura dei protesti, però, non è necessaria per la richiesta della cancellazione, mentre lo è per quella di riabilitazione, ossia per l’istanza presentata al Presidente del Tribunale della sede in cui ha la residenza il protestato. La riabilitazione è necessaria, quando il pagamento è avvenuto a più di un anno dalla scadenza. Solo dopo che questa sia stata ottenuta, si può richiedere la cancellazione alla Camera di Commercio. E il Tribunale, tra gli altri, pretende che il ricorrente esibisca anche la visura dei protesti, in modo da avere una descrizione piuttosto complessiva della situazione del protestato.