Registro Informatico dei Protesti

Quando un debitore non adempie al pagamento delle rate o quando emette un assegno non interamente coperto dai fondi di provvista sul conto corrente collegato o ancora quando alla scadenza di una cambiale non provvede a pagare il creditore dell’intera somma spettante, il beneficiario del mancato pagamento può rivolgersi entro 2 giorni feriali dalla scadenza della cambiale o entro 8 giorni dall’emissione dell’assegno, il cui pagamento avviene nello stesso Comune dell’emissione medesima o entro 15 giorni dall’emissione, se il pagamento avviene presso un Comune diverso da quello di emissione del titolo, a un pubblico ufficiale, il quale può consistere nella figura del notaio o in quella del segretario comunale in alcuni casi specifici.

Il pubblico ufficiale effettua la levata del protesto, un atto con il quale si sollecita il debitore a adempiere alle scadenze non onorate entro i 10 giorni successivi, chiarendogli anche le conseguenze negative alle quali andrà incontro nel caso opposto. Se anche il nuovo termine scorre infruttuosamente, il debitore inadempiente risulterà protestato. In questo caso, sarà inviata la relativa comunicazione sia al Crif, la banca dati per le banche e le società finanziarie aderenti, sia al Registro dei Protesti della Camera di Commercio territorialmente competente.

Questo serve a pubblicizzare la condizione di protestato del soggetto in questione, in modo da evitare che eventuali terzi, che intrattengano rapporti commerciali e finanziari con esso, siano ignari dei precedenti.

L’iscrizione al Registro dei Protesti della Camera di Commercio comporta come conseguenza negativa che il protestato difficilmente otterrà una dilazione di pagamento nel mondo degli affari, in quanto i suoi assegni o le sue cambiali non saranno accettate. Un fornitore di un’impresa, il cui titolare risulta protestato, per esempio, pretenderà solo pagamenti in contanti, temendo che il soggetto sia inaffidabile, sempre che decida di intrattenere rapporti con lui.

Per questo è consigliato adempiere al più presto al pagamento del titolo protestato, visto che se lo si fa entro un anno dalla scadenza, il debitore ha la possibilità di chiedere la cancellazione della segnalazione alla Camera di Commercio, portando il titolo oggetto del protesto e la quietanza di pagamento, oltre all’eventuale dichiarazione liberatoria del creditore, attestante della soddisfazione integrale della somma vantata a credito. In alternativa, la segnalazione sarà mantenuta nel Registro dei Protesti per 5 anni.

Trascorso un anno dalla scadenza, se il protestato avrà effettuato il pagamento, la cancellazione non potrà essere richiesta direttamente al Presidente della Camera di Commercio, bensì dopo avere ottenuto la riabilitazione dal Tribunale territorialmente competente.